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I camini , la porcilaia, le stanze della casa


 

I camini

Nelle case che sono state analizzate abbiamo individuato molti tipi di camini a seconda dell'uso, i quali servivano per scaricare i fumi del “fogolaro”  e della stufa. Essi erano indispensabili per riscaldarsi  e per preparare  il cibo.

Nella corte si trovava la porcilaia dove si allevavano i maiali che garantivano con gli animali da cortile, molti pasti alla numerosa famiglia .

 

 

 

 

La cucina

Dalla porta d’ingresso si entrava direttamente in cucina dove l’illuminazione naturale era data  da due finestre disposte ai lati. Il pavimento era in mattoni, il soffitto in legno sorretto dai travi costituiva il pavimento delle camere. C’erano poi: un robusto tavolo collocato in posizione centrale  e accompagnato da alcune sedie impagliate, il “casson” della farina appoggiato a una parete e una sobria credenza dov’erano tenute le poche stoviglie. Il “seciaro” o acquaio, posto in un angolo della cucina, costituiva con il focolare l’elemento più importante. Esso era costituito da un’ampia pietra, posta in pendio per favorire lo scolo dell’acqua e aveva a fianco la “sgiosarola” (scola piatti), un ripiano inclinato in pietra  dove si riponevano a sgocciolare le stoviglie lavate. Sopra di esso si trovava una mensola in legno sulla quale venivano appesi i secchi d’acqua . Il piano di pietra del “seciaro” era retto da corte mensole o da due pilastrini  su cui si agganciavano due piccole ante.

Per evitare che d’estate nella stanza non entrassero le galline, attraverso la porta tenuta  sempre aperta, il vano era sbarrato da un cancelletto in legno. Anche la cucina era un luogo di lavoro e non solo per le faccende domestiche vere e proprie : per esempio al tempo dei cavalieri (bachi da seta) e della raccolta delle ciliegie,  essa diventava per più settimane una specie di laboratorio.

Le camere

Il primo piano era occupato dalle camere, piccole e spoglie. C’ era una stanza per i genitori e una per i figli (o una per i maschi e una per le femmine). La maggior  parte delle volte le camere erano rivolte verso il sole. Se le stanze non bastavano ad ospitarli,  perchè erano numerosi, questi dormivano anche in granaio. Il pavimento e il soffitto erano in tavole di legno grezzo . Al centro della stanza c’era il letto alto con i materassi di piume o di sacchi di “scartossi” . Sopra  il letto matrimoniale era appeso un quadro religioso e ai lati di esso si trovavano due acquasantiere. Appoggiati alle pareti c’erano immancabilmente la cassa da  “dòta”, un “armaròn” e un “armàro” .

Il granaio

Tutta la parte alta della casa sopra le camere era occupata dal “granaro” costituito da un ampio unico locale, abbastanza alto al centro e basso invece verso l’esterno perché seguiva l’inclinazione del tetto. L’aria e la luce entravano da basse finestrelle senza alcuna chiusura o fornite solo di una rete protettiva contro i colombi. Esso era adibito a ripostiglio dell’uva, del frumento, dei fagioli e delle altre granaglie che si lasciavano seccare e poi venivano raccolte nei secchi. A giugno in granaio si mettevano i “cavalièri” (bachi da seta),  quando le finestrelle non erano protette da reti, facevano il nido i colombi.