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1^ pagina ragazzi

Descrizione della contrada


Un tempo,  ogni paese era caratterizzato da abitazioni costruite sulle zone di lavoro, ne è un esempio anche Roncà che viveva praticamente sull’agricoltura.

Le abitazioni venivano fabbricate con l’impiego di materiali esistenti in zona, che dava al paesaggio un volto caratteristico. Purtroppo la modernizzazione ha modificato e fatto scomparire l’identità dei luoghi, rendendoli simili a tanti altri paesi, perciò oggi l’architettura non ci trasmette più il linguaggio della cultura di un popolo.  Le contrade erano costituite da cinque o sei case unifamiliari, tutte unite e intervallate da stalle e fienili. Tali agglomerati avevano in comune i “servizi igienici”,  il pozzo, il forno,  "l’albio" per abbeverare gli animali, il lavatoio, se non erano vicine al torrente e a volte il capitello.  Gli edifici erano generalmente disposti con le facciate rivolte a sud e seguivano le pendenze del terreno, a nord le case  erano spesso addossate alla collina. Le facciate  erano intonacate e dipinte mentre  il resto del  muro era lasciato in basalto. La corte era “promiscua”, ovvero tutti gli abitanti ne godevano gli spazi in comune accordo e si aiutavano reciprocamente.

Ogni contrada aveva pietre da costruzione del luogo, mentre il legno era usato abbondantemente nella parte superiore dell’edificio per le travature  e  i solai, oltre che per gli infissi. Le stanze non erano molto grandi per favorire il riscaldamento. La disposizione dei locali era semplice, di solito la casa era divisa in due piani, nella parte superiore c'era il granaio, che per altezza interna era il più basso perchè sottostante al tetto. Sotto di questo c’erano le camere ed al piano terra la cucina affiancata da un ripostiglio, nella parte posteriore c’era la “caneva” ricavata nel sottoscala.

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