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RONCÀ E I PARTIGIANI |
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| I P A R T I G I A N I A R O N C À |
Anche
a Roncà, durante il periodo della Seconda Guerra
Mondiale, operavano i partigiani. Secondo testimonianze
dirette di persone che ne hanno fatto parte sappiamo che
vi erano due gruppi ben distinti di partigiani: quello di
destra legato a Luciano Manara e quello di sinistra
chiamato garibaldino (di cui il nome non si sa con
precisione da dove derivi). Le nostre fonti ci hanno
raccontato che i partigiani di destra si rendevano
disponibili verso la popolazione e quelli di sinistra
invece non facevano che devastare il paese. É noto a
Roncà un episodio accaduto ad un certo signor Tadiello
Bruno, capitano delle brigate nere, a cui i garibaldini
rapirono le sue due sorelle. Egli andò a Verona e
chiamò in aiuto alcune truppe dell'esercito tedesco.
Queste arrivarono con un battaglione di circa 200 soldati
e si misero immediatamente a rastrellare tutto il paese
in cerca delle due donne. Non riuscendo a trovarle
decisero di prendere alcuni uomini del paese e di
rinchiuderli nelle scuole come ostaggi per ottenere la
restituzione delle donne. "Li uccideremo se entro le
20.00 di domani le due donne non verranno liberate"
così dicevano i manifesti che vennero appesi sui muri di
tutto il paese quella sera stessa. Fortunatamente le due
donne vennero rilasciate verso le 18,30 del giorno dopo,
non era stato fatto loro nulla di male, a parte il fatto
che le loro teste erano state rasate e per le donne di
quel tempo questo gesto era un grande affronto. Questo
rapimento avvenne perché il capitano Tadiello era solito
fare grandi rastrellamenti attraverso il paese,
catturando numerosi garibaldini che sarebbero stati
mandati in Germania nei campi di concentramento, in
quanto erano colpevoli di alcuni delitti avvenuti in quel
tempo in paese. Infatti si presumeva che fossero stati
loro ad uccidere Chieppi Adriano, Luciano Dal Cero (detto
anche "Capo Luciano Manara") e un suo compare
chiamato "il russo" (suo nome di battaglia),
Bastelli Luigi e Rosina dalla Manica, colpita dal
proiettile di un fucile all'età di 8-9 anni nel campo di
fronte a casa mentre stava tenendo a bada i buoi.
LUCIANO DAL CERO DETTO
"MANARA"
Monumento
funerario presso il cimitero di Roncà che raccoglie le
spoglie di Luciano dal Cero, di altri cittadini di Roncà
che sono deceduti a causa della guerra e, ora di Luigi
Posenato. |
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