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RONCÀ E I PARTIGIANI


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  Anche a Roncà, durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, operavano i partigiani. Secondo testimonianze dirette di persone che ne hanno fatto parte sappiamo che vi erano due gruppi ben distinti di partigiani: quello di destra legato a Luciano Manara e quello di sinistra chiamato garibaldino (di cui il nome non si sa con precisione da dove derivi). Le nostre fonti ci hanno raccontato che i partigiani di destra si rendevano disponibili verso la popolazione e quelli di sinistra invece non facevano che devastare il paese. É noto a Roncà un episodio accaduto ad un certo signor Tadiello Bruno, capitano delle brigate nere, a cui i garibaldini rapirono le sue due sorelle. Egli andò a Verona e chiamò in aiuto alcune truppe dell'esercito tedesco. Queste arrivarono con un battaglione di circa 200 soldati e si misero immediatamente a rastrellare tutto il paese in cerca delle due donne. Non riuscendo a trovarle decisero di prendere alcuni uomini del paese e di rinchiuderli nelle scuole come ostaggi per ottenere la restituzione delle donne. "Li uccideremo se entro le 20.00 di domani le due donne non verranno liberate" così dicevano i manifesti che vennero appesi sui muri di tutto il paese quella sera stessa. Fortunatamente le due donne vennero rilasciate verso le 18,30 del giorno dopo, non era stato fatto loro nulla di male, a parte il fatto che le loro teste erano state rasate e per le donne di quel tempo questo gesto era un grande affronto. Questo rapimento avvenne perché il capitano Tadiello era solito fare grandi rastrellamenti attraverso il paese, catturando numerosi garibaldini che sarebbero stati mandati in Germania nei campi di concentramento, in quanto erano colpevoli di alcuni delitti avvenuti in quel tempo in paese. Infatti si presumeva che fossero stati loro ad uccidere Chieppi Adriano, Luciano Dal Cero (detto anche "Capo Luciano Manara") e un suo compare chiamato "il russo" (suo nome di battaglia), Bastelli Luigi e Rosina dalla Manica, colpita dal proiettile di un fucile all'età di 8-9 anni nel campo di fronte a casa mentre stava tenendo a bada i buoi.

Dalla fonte www.governo.it, il Ministero dell'Italia occupata è stato istituito con decreto luogotenenziale del 12.12.1944 n. 395 e poi soppresso con decreto luogotenenziale 05.07.1944 n. 391 (evidentemente c'è un errore fra le due date riportato da chia ha scritto la pagina, quello che a noi interessa è che il Ministero è realmente esistito).

LUCIANO DAL CERO DETTO "MANARA"
Medaglia d'oro della resistenza. nato a Monteforte d'Alpone nel 1915 ebbe un'infanzia poco fortunata per la perdita a tre anni della madre e per le dure prove che colpirono ripetutamente la famiglia.
Ebbe una fortissima passione per il cinema tanto che si trasferì a Roma e divenne organizzatore e gestore di sale cinematografiche. Autore, sceneggiatore, operatore e regista, stava lavorando alla diffusione dell'Organizzazione Cinematografica in stretta collaborazione con i vertici del Vaticano, l'Azione Cattolica e gli Ordini missionari, quando, con la caduta del fascismo il 25 luglio del 1943, venne inviato da Guido Gonella e Alcide De Gasperi a organizzare la Resistenza a Verona. La sua azione diviene qui frenetica, prende contatti con gli ambienti antifascisti, trascina gli amici e i conoscenti nella difficile impresa. Imprigionato agli Scalzi a Verona, trascorre un anno in prigione: torturato incessantemente non fornisce mai i nomi dei combattenti per la libertà. Fuggito dall'ospedale di Soave, nel luglio del 1944 costituisce la brigata partigiana "Luciano Dal Cero", che raggruppa i combattenti della Vallata d'Alpone, con sede a Roncà. Opera in stretto contatto con gli Alleati in una serie di ardite azioni di guerriglia, sempre alla testa dei suoi uomini, ai quali raccomanda: "Non si deve agire sotto l'impulso della passione vendicativa, ma solo per impulso di giustizia; vi esorto alla onestà e alla disciplina".
Il 29 Aprile 1945, accorso in aiuto di alcuni partigiani vicentini accerchiati da soldati tedeschi, viene colpito a morte in Contrada Masi nel Comune di Gambellara.
Il 26 Aprile 1951 il Capo del Govero Alcide De Gasperi nell'Arena di Verona consegna al padre la Medaglia d'Oro al Valor Militare "alla memoria" di Luciano Dal Cero.

Monumento funerario presso il cimitero di Roncà che raccoglie le spoglie di Luciano dal Cero, di altri cittadini di Roncà che sono deceduti a causa della guerra e, ora di Luigi Posenato.
Il coperchio è ricavato da un sarcofago romano.

 



tessera di un Partigiano di Roncà





Luciano Dal Cero detto "Manara"