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Materiali inerti Ingombranti Legno |
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I beni durevoli
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Gli elettrodomestici, i mobili, i
materassi, le apparecchiature elettroniche sono composti
di vari materiali, alcuni dei quali riciclabili ed altri
inquinanti. I frigoriferi, ad esempio, oltre a metalli e
plastica riciclabili possono contenere rilevanti
quantità di CFC i gas responsabili dell'assottigliamento
dello strato d'ozono. Allo stesso modo il tubo catodico
di ogni televisore o monitor per computer contiene
elementi pericolosi e inquinanti come fosforo, cadmio,
zinco e piombo. Grazie alle moderne tecnologie è possibile recuperare la quasi totalità dei materiali inquinanti o riciclabili contenuti nei beni durevoli. I CFC e gli oli dei frigoriferi sono ad esempio estratti e stoccati in contenitori stagni per essere avviati ai centri di trattamento e condizionamento. I tubi catodici vengono invece scomposti in ambienti protetti in modo da evitare la dispersione delle sostanze inquinanti nell'ambiente. Ma anche i materassi o i mobili possono essere una fonte di legno, metalli o stoffe riciclabili. |
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Inerti
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I
rifiuti inerti sono prodotti nel settore dell'edilizia
durante la demolizione di edifici o di pareti, solai,
muri ci cinta ecc. Il riciclaggio dei rifiuti inerti
riguarda sia la cosiddetta frazione lapidea, ossia quella
composta da mattoni, malte e calcestruzzi; sia i singoli
materiali contenuti nei rifiuti come residui ferrosi
(travi in acciaio, tondini in ferro dolce, tubature,
ecc.), legnosi (parti di persiane, finestre, porte, travi
in legno ecc.). La frazione lapidea può essere impiegata in sostituzione degli inerti naturali come materiale di riempimento durante la preparazione e l'esercizio delle discariche, in opere di ripristino ambientale, per sottofondi stradali, riempimenti cioè in usi "meno nobili" che richiedono materiali di qualità inferiore. I materiali ferrosi, legnosi e di altro tipo sono invece inviati alle rispettive filiere di riciclaggio. |
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Il legno
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I rifiuti legnosi, raccolti in modo
differenziato, sono infatti triturati e pressati in modo
grossolano per essere condotti in modo pratico ed
economico agli impianti di riciclaggio. Un'ulteriore
lavorazione, permete poi di produrre scagliette di legno
pronte all'uso (i cosiddetti "chips"), la cui
qualità è garantita dall'alto livello tecnologico
raggiunto dai processi di lavorazione industriale e dalla
bontà della materia prima. |
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