comune abit/origini preistoria calcari fossili gasterop.lamell. Terrossa S.Margherita Brenton

L'ANTICO VULCANO DEL MONTE CALVARINA


 


grafico del vulcano (Museo di Roncà) e veduta Monte Calvarina

 
Non bisogna dimenticare che, durante il Cenozoico e l' Eocene, mentre avveniva la sedimentazione dei prodotti del vulcanesimo, si depositavano anche sedimenti di origine calcarea entro cui si sono conservati numerosi gasteropodi, lamellibranchi, foraminiferi e resti di vertebrati. Le prime lave e i tufi che sovrastavano i calcari presentavano ancora un ambiente subacqueo perché si rinvengono numerosi molluschi fossili. Infatti i prodotti vulcanici affioranti a Terrossa, ma anche quelli delle zone circostanti e di gran parte della valle d'Alpone, hanno subito un'intensa alterazione che ha prodotto abbondanti e spessi depositi argillosi, dovuti principalmente all'azione dell'anidride carbonica, dell'ossigeno, dell'acqua.li dimensioni. Non bisogna dimenticare che, durante il Cenozoico e l' Eocene, mentre avveniva la sedimentazione dei prodotti del vulcanesimo, si depositavano anche sedimenti di origine calcarea entro cui si sono conservati numerosi gasteropodi, lamellibranchi, foraminiferi e resti di vertebrati. Le prime lave e i tufi che sovrastavano i calcari presentavano ancora un ambiente subacqueo perché si rinvengono numerosi molluschi fossili.
Le lave mostrano il fenomeno della granulazione di tipo vetroso che avviene quando la massa rovente è raffreddata in modo improvviso dall'acqua con cui viene a contatto. In molti casi il rimaneggiamento a opera delle onde e delle correnti le ha rese stratificate. Non bisogna pensare che il vulcano elevatosi durante l' Eocene coincidesse con l'attuale rilievo del monte Calvarina. Infatti nell'arco di circa 40 milioni di anni, l'edificio vulcanico è stato sottoposto a una pronunciata azione distruttiva da parte degli agenti esterni. I principali agenti che determinano lo smantellamento di un rilievo come più in attività, sono:
1. azioni chimiche (alterazione);
2. azione della della gravità;
3. azione del vento (corrosioni);
4. azioni delle acque correnti (erosioni e dilatamento);
5. azione del mare (abrasione).
Pertanto si ipotizza che la forma e l'altezza dell'antico vulcano doveva essere completamente diversa da quella dell'attuale monte Calvarina.



riproduzione dell'ambiente preistorico al Museo di Roncà

 
Il monte Calvarina è uno dei maggiori edifici vulcanici che rimane a testimonianza di importanti attività vulcaniche che hanno interessato l'area veneta. Il monte Calvarina, insieme al monte Crocetta di Terrossa e al monte Duello, formavano un maestoso complesso vulcanico attivo che emergeva dallo antico mare della Tetide. Circa 45 milioni di anni fa le eruzioni subaeree di natura basaltica raggiunsero la loro massima diffusione. L'edificio vulcanico del monte Calvarina poggia su lave sottomarine ed è un caratteristico strato-vulcano, costituito da lave e tufi, dalla tipica forma conica, molto simile all'attuale Etna. Salendo verso la vetta, provenendo da Roncà, si ha modo di osservare tutta una serie di prodotti emersi dall'antico vulcano. Tale successione si ripete più volte ed è costituita da lave grigie e nere, compatte e talora grossolanamente colonnari. Su di essi si trovano piante erbacee ed arboree, anche di notevoli dimensioni. Dal colore rosso di terreni argillosi che caratterizzano le campagne nella parte sud occidentale, prende nome la località TERROSSA, piccolo centro abitato situato alle pendici del monte Crocetta. Infatti i prodotti vulcanici affioranti a Terrossa, ma anche quelli delle zone circostanti e di gran parte della valle d'Alpone, hanno subito un'intensa alterazione che ha prodotto abbondanti e spessi depositi argillosi, dovuti principalmente all'azione dell'anidride carbonica, dell'ossigeno, dell'acqua.li dimensioni.



grosso Geode e

matrice tufacea con Strombus

laevicardium